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Nuova Birra EMOZIONALE ARTIGIANALE
Eventi

83690981_2590047434652174_2155026035773538304_nNuova Birra EMOZIONALE ARTIGIANALE

venerdì 24 gennaio alle ore 19:00

La Nicchia Caffè Piazza Giovanni XXIII n. 8, 38061 Ala

Serata dedicata alla qualità ...
...alla birra artigianale di classe

 
2° Serata di Semifinale di " Rock Time " Venerdì 24 Gennaio
Eventi

Rock_Time_ROCK TIME 2019/20

A tutti i gruppi o solisti che si esibiranno alla 2° serata di semifinale , VENERDI' 24 GENNAIO 2020 , del concorso Rock Time , presso White Cafe in via 3 Novembre , N° 15 a Pergine Valsugana , comunichiamo :

Tutti i gruppi o solisti troveranno sul posto , l'impianto audio , la batteria elettronica e il fonico .

Tutti i gruppi o solisti dovranno portarsi i loro amplificatori .

Il Gulliver Studio per tutti gli iscritti al Concorso di Rock Time potranno beneficiare di uno sconto del 20% e se fanno inediti e sono iscritti siae possiamo arrivare ad uno sconto del 50% .
Per informazioni tecniche :  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

I solista e gruppo , ( Tucker Fire e Matteo Dusini ) , dovranno trovarsi Al Pub White Cafe alle ore 18.00/1830 per il soundcheck , tutti gli altri gruppi o solisti dovranno trovarsi al White Cafe entro le ore 19.30 e proveranno quando saliranno sul palco prima della loro esibizione .

Ogni gruppo o solista avrà a disposizione 30 minuti perla loro esibizione nella quale dovranno eseguire da 1 a 3 pezzi cover degli anni 60/70/80 .

La serata avrà inizio alle ore 19:30

La scaletta della serata è :
1) Tucker Fire
2) Matteo Dusini
3) Cavaglieri Erranti

4) Gius Gioè

5) Michele Cristoforetti

Vi aspetto tutti e numerosi al Pub White Cafe in Via 3 Novembre , N° 15 a Pergine Valsugana , VENERDI' 24 GENNAIO  2020.

Per informazioni e altro chiamate il 348 2338944

Ciao Dario

 
FILO ROSSO DONNE IN CERCHIO
Eventi

83250254_2559910847667436_4890860202632413184_nFILO ROSSO DONNE IN CERCHIO

Venerdì 24 gennaio 2020 alle ore 20:30

Grauno

Hai voglia di stare tra donne?
bere una tisana, gustare cioccolato? condividere un tuo pensiero o semplicemente ascoltare e vedere se ti risuona quello che le altre condividono?C'è un tempo...
Per parlare e per ascoltare, per fare e per fermarsi, per accompagnare e per essere riconosciute, per amare e per osare, per ricordare e per ricaricarsi.

C'è uno spazio....
Per accogliere e per raccogliere, per ridere e per piangere, per stare insieme e per stare in ascolto di sè stesse, per coccolare e per coccolarsi.

Questo è il tempo.
Questo è lo spazio.

In questo spazio_tempo parleremo di ciclicità femminile, eco-mestruazioni, creatività, ascolto di sè e molto altro...

Tutte le donne dal menarca in poi sono le benvenute.

Costo: 5 €

Benessere

 
MARE MORTO
Eventi

maremortoOfficina Teatro
MARE MORTO

Venerdì 24 gennaio 2020, ore 21.00 / Teatro Portland, Via Papiria, Trento

Drammaturgia e Regia Simone Gandolfo
Assistente alla regia Ylenia Santo
Interprete Mirko D'Urso
Tecnica Fabio Alia
Light Designer Manuel Stefanolo
Audio Matteo Curallo
Produzione Officina Teatro

Foto di Giorgia Panzera

Spettacolo che nasce dalla necessità di Mirko D'Urso di raccontare la tragedia dei migranti che affrontano il mar Mediterraneo con la speranza di un futuro migliore o, se non altro, meno devastante.
Perché quello che non si sa, è che negli ultimi quattro anni, più di quattromila persone, hanno perso la vita in questo mare che, se un tempo era sinonimo di bellezza e di vita, oggi per molti rappresenta solo un mare di morte.

Presentazione spettacolo

In un indefinito punto del Mediterraneo Centrale un uomo alla deriva su un piccolo gommone osserva immobile il sole al tramonto tuffarsi nel mare. Accanto a lui, in mezzo ai resti di un naufragio, c'è un piccolo fagotto di stracci. L'uomo si chiama Malik e nel fagotto c'è sua figlia neonata: Anele.
La madre, Sheba, è morta su una spiaggia qualsiasi del Golfo della Sirte, circa settantadue ore prima. Non è morta di parto, no... E' morta falciata da una raffica di AK- 47 sparata ad altezza uomo per persuadere la marea umana a salire sui gommoni.
Malik si guarda intorno, intona una dolce ninna nanna mentre rovista fra le molte bottiglie di plastica alla ricerca di acqua dolce. Sembrano tutte vuote. La ricerca si fa sempre più frenetica e la ninna nanna si trasforma in un lamento straziante a cui si mischia il pianto di Anele, in un crescendo di rabbia impotente Malik si rivolge direttamente a Dio: preghiere, domande, minacce e avvertimenti eruttano in morsi di parole ringhiate.
Improvvisamente Malik si ferma, il suo sguardo come schiaffeggiato, si volta verso la prua del gommone, un riflesso attira la sua attenzione ed istintivamente si lancia in quella direzione con la furia cieca della disperazione. Le sue mani ghermiscono una bottiglia di plastica mezza piena: 75 cl di acqua da bere, significa altre dodici ore di vita per lui e per sua figlia; sempre che riescano a combattere l'ipotermia.

Malik si schiarisce la voce e rivolgendosi a volte alla figlia, a volte perdendosi nei ricordi che, evocati, prendono vita davanti ai suoi occhi; comincia a raccontare la storia di Sheba e del loro amore.
Il flusso dei pensieri di Malik scorre libero, sono tracce di memoria fresca. Il racconto di Malik è costellato di fatti orribili: abusi, privazioni, violenze, torture.
Il racconto procede alternando una narrazione dettagliata e cruda dei fatti, a momenti in cui Malik si rivolge direttamente alla figlia perdendosi in una saggezza che solo chi è così vicino alla morte può sperimentare.
L'acqua è finita, l'alba non è ancora arrivata ed il sonno, che annuncia l'ipotermia, sta avendo la meglio. Malik ormai straparla, i momenti di lucidità sono isole in un flusso di coscienza vomitato a singhiozzi soffocati... Improvvisamente, quando proprio tutto sembra perduto, un faro in lontananza squarcia il cupo grembo della notte; Malik ci mette un attimo ad accorgersi che non è un'allucinazione, poi inizia a sbracciarsi, si fruga rapidamente addosso e trova una torcia di segnalazione. La voce distorta da un megafono gli arriva lontano: "we are Italian Cost Guard, we are here to rescue..."
Malik abbassa lo sguardo sul fagotto che ha poggiato in grembo:
- Anele, svegliati amore mio, siamo salvi!!! - ....... - Anele! Anele svegliati!!!!! -
Mentre la luce della motovedetta della Guardia Costiera italiana si avvicina sempre di più diventando accecante, la consapevolezza dell'inevitabile morde la carne di Malik e il nome di sua figlia diventa un urlo di dolore primordiale che si perde in un mare di luce...

 
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