SwitchRadio.it - New Sound Generation
Settimana Bianca • Ignorant Party • 21 Dicembre
Eventi

74493381_2534027213359089_9046997151850168320_oSettimana Bianca • Ignorant Party • 21 Dicembre

Sabato 21 dicembre 2019 dalle ore 23:00 alle 02:30

Fabbrica in Pedavena Lago di LevicoVia Traversa Lido, 4, 38056 Levico Terme

Sabato 21 DicembreUn flashback negli anni migliori della ITALO DANCE!
Si ritorna magicamente sulle piste da sci dei mitici anni '90.

Il meglio del peggio degli anni '90 e 2000 come sempre suonata dal grande >>> Diego Esse <<<
disturbato costantemente dalla inconfondibile voce del mitico >>>> Matty Vape <<<<

Vi aspettiamo carichi per cena con i piatti della nostra cucina, dai primi alle carni alla piastra, i fritti, i panini e hamburger km zero, i piatti della tradizione trentina e le nostre strepitose pizze gourmet...il tutto accompagnato da tutta la selezione di birre Birra Dolomiti - Fabbrica di Pedavena, le birre 100% italiane prodotte a pochi km dal vostro ristorante preferito.

⚠INGRESSO GRATUITO⚠
INGRESSO RISERVATO AI MAGGIORENNI (+18)

INFO E PRENOTAZIONE CENA: 0461 700366

#trento #trentino #valsugana #levicoterme #borgovalsugana #bassanodelgrappa #bassano #vicenza #padova #verona #fabbricadipedavenalevico #dj #djset #deejay #party #friday #birra #beer #biere #bier #cerveza #settembre #summer #dj #diegoesse #dance #disco #housemusic #house #deejay #reggaeton #commerciale

Festa Ingresso gratuito Discoteca

 
Contest fotografico #ilovelevico
Eventi

74917397_3087651964609341_674585503588155392_nContest fotografico #ilovelevico

LUN 23 DIC

00:00

MAR 24 DIC

00:00

MER 25 DIC

00:00

23 dic alle ore 00:00 - 24 dic alle ore 00:00

Levico Terme città da amare Via della Vita Fantastica,1, 38056 Levico Terme

Organizzato da Levico Terme città da amare

Per partecipare al contest fotografico #ilovelevico
• INVIATE le vostre fotografie scattate a Levico Terme ENTRO IL 15 GENNAIO 2020 tramite whatsapp al numero 3478115773
• INDICATE nome e cognome insieme a #ilovelevico
•NO PERSONE riconoscibili ai sensi della Legge del 22/04/1941 n. 633 Art. 96, Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio, oppure con l'autorizzazione di pubblicazione in caso di minori
•NON INVIATE foto altrui, le foto devono essere di vostra proprietà o riportare il nome dell'autore con copyright© e dichiarazione che siete autorizzati ad usare l'opera altrui (L. del 22/04/1941 n.633)
• Per questioni legali e logistiche, le foto che non rispettano queste quattro semplici regole, verranno scartate
SARA' selezionata una sola fotografia per ogni concorrente
Dal 16 gennaio 2020 saranno pubblicate sulla pagina
le fotografie vincenti saranno selezionate dal team
Il team di Levico Terme città da amare
Grazie della collaborazione e comprensione ...

 
FARSI FUORI
Eventi

farsifuoriLuisa Merloni
FARSI FUORI

Venerdì 10 gennaio 2020, ore 21.00 / Teatro Portland, Via Papiria, Trento

Con Luisa Merloni e Marco Quaglia
voce Alessandra Di Lernia
Disegno luci Marco Gaurrera
scenografie Gianluca Moro
collaborazione artistica Fiora Blasi
assistente alla regia Cristiano Demurtas
testo e regia Luisa Merloni
con il sostegno produttivo di Psicopompoteatro

Spettacolo finalista In-Box 2019

L'Arcangelo Gabriele irrompe sulla scena: deve fare l'Annunciazione. La destinataria è una donna di 40 anni, che, davvero, alla prole non ci stava proprio pensando. Ne nasce un dialogo, uno scontro, un agone comico e filosofico sulla libertà di scegliere la maternità.

Presentazione spettacolo

"È davvero l'ultima occasione per noi. Incantate a fissare il vuoto la perderemo.
Amare il vuoto.
Questo no.
Questo mai."

Farsi fuori nasce da una semplice domanda: siamo la prima generazione che sceglie davvero se essere madre o no? E come si arriva a questa scelta? In che termini viene posta la domanda? Sono partita da una situazione paradossale. Cosa accadrebbe se una donna di oggi, moderna ed emancipata, magari proprio un'artista contemporanea, si trovasse di fronte all'arcangelo Gabriele venuto per farle l'Annunciazione?
In una società che vede forse per la prima volta una generazione di donne ritardare sempre più la scelta di diventare madri, la maternità, come scelta, come dovere, torna ad essere tema discusso e controverso nonchè un nodo nevralgico dove si scontrano spesso visioni differenti sulla vita, la religione, la spiritualità. Il testo parte da questo humus e lo sviluppa in una chiave comica, dove la comicità, che spesso si nutre di contrasti, illumina il conflitto senza volerlo risolvere.
Femminismo è una parola che sta tornando alla ribalta del dibattito pubblico. Sempre, irriducibilmente scomoda. Eppure è nel solco del pensiero femminista che troviamo queste parole: margine, eccentrico, nomade. Parole che richiamano un fuori, un luogo vicino ma altro, radicalmente altro, sempre in trasformazione, un luogo che non esiste, se non siamo noi a farlo esistere. Farsi fuori, dunque, per non essere fatte fuori, anche. È un'operazione difficile, ad alto rischio, che può essere continuamente scambiata con "farsi da parte". Si tratta di ripartire sempre da una scomodità, da questo fuori impossibile, non per fare di questa posizione un dogma o un ghetto, appunto, ma proponendola come prospettiva privilegiata di complessità, dove possono cosistere anche in tensione tra loro, i diversi punti di vista critici sulle problematiche di genere.
Farsi fuori è anche, come spesso succede in teatro, frutto di incontri, come quello con l'attore Marco Quaglia, in diversi spettacoli realizzati da Psicopompoteatro, e del comune desiderio di cercare insieme nuovi spazi per il comico nel teatro contemporaneo.

 
MARE MORTO
Eventi

maremortoOfficina Teatro
MARE MORTO

Venerdì 24 gennaio 2020, ore 21.00 / Teatro Portland, Via Papiria, Trento

Drammaturgia e Regia Simone Gandolfo
Assistente alla regia Ylenia Santo
Interprete Mirko D'Urso
Tecnica Fabio Alia
Light Designer Manuel Stefanolo
Audio Matteo Curallo
Produzione Officina Teatro

Foto di Giorgia Panzera

Spettacolo che nasce dalla necessità di Mirko D'Urso di raccontare la tragedia dei migranti che affrontano il mar Mediterraneo con la speranza di un futuro migliore o, se non altro, meno devastante.
Perché quello che non si sa, è che negli ultimi quattro anni, più di quattromila persone, hanno perso la vita in questo mare che, se un tempo era sinonimo di bellezza e di vita, oggi per molti rappresenta solo un mare di morte.

Presentazione spettacolo

In un indefinito punto del Mediterraneo Centrale un uomo alla deriva su un piccolo gommone osserva immobile il sole al tramonto tuffarsi nel mare. Accanto a lui, in mezzo ai resti di un naufragio, c'è un piccolo fagotto di stracci. L'uomo si chiama Malik e nel fagotto c'è sua figlia neonata: Anele.
La madre, Sheba, è morta su una spiaggia qualsiasi del Golfo della Sirte, circa settantadue ore prima. Non è morta di parto, no... E' morta falciata da una raffica di AK- 47 sparata ad altezza uomo per persuadere la marea umana a salire sui gommoni.
Malik si guarda intorno, intona una dolce ninna nanna mentre rovista fra le molte bottiglie di plastica alla ricerca di acqua dolce. Sembrano tutte vuote. La ricerca si fa sempre più frenetica e la ninna nanna si trasforma in un lamento straziante a cui si mischia il pianto di Anele, in un crescendo di rabbia impotente Malik si rivolge direttamente a Dio: preghiere, domande, minacce e avvertimenti eruttano in morsi di parole ringhiate.
Improvvisamente Malik si ferma, il suo sguardo come schiaffeggiato, si volta verso la prua del gommone, un riflesso attira la sua attenzione ed istintivamente si lancia in quella direzione con la furia cieca della disperazione. Le sue mani ghermiscono una bottiglia di plastica mezza piena: 75 cl di acqua da bere, significa altre dodici ore di vita per lui e per sua figlia; sempre che riescano a combattere l'ipotermia.

Malik si schiarisce la voce e rivolgendosi a volte alla figlia, a volte perdendosi nei ricordi che, evocati, prendono vita davanti ai suoi occhi; comincia a raccontare la storia di Sheba e del loro amore.
Il flusso dei pensieri di Malik scorre libero, sono tracce di memoria fresca. Il racconto di Malik è costellato di fatti orribili: abusi, privazioni, violenze, torture.
Il racconto procede alternando una narrazione dettagliata e cruda dei fatti, a momenti in cui Malik si rivolge direttamente alla figlia perdendosi in una saggezza che solo chi è così vicino alla morte può sperimentare.
L'acqua è finita, l'alba non è ancora arrivata ed il sonno, che annuncia l'ipotermia, sta avendo la meglio. Malik ormai straparla, i momenti di lucidità sono isole in un flusso di coscienza vomitato a singhiozzi soffocati... Improvvisamente, quando proprio tutto sembra perduto, un faro in lontananza squarcia il cupo grembo della notte; Malik ci mette un attimo ad accorgersi che non è un'allucinazione, poi inizia a sbracciarsi, si fruga rapidamente addosso e trova una torcia di segnalazione. La voce distorta da un megafono gli arriva lontano: "we are Italian Cost Guard, we are here to rescue..."
Malik abbassa lo sguardo sul fagotto che ha poggiato in grembo:
- Anele, svegliati amore mio, siamo salvi!!! - ....... - Anele! Anele svegliati!!!!! -
Mentre la luce della motovedetta della Guardia Costiera italiana si avvicina sempre di più diventando accecante, la consapevolezza dell'inevitabile morde la carne di Malik e il nome di sua figlia diventa un urlo di dolore primordiale che si perde in un mare di luce...

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Succ. > Fine >>

Pagina 8 di 9

Video della settimana

Condividi l'articolo